Acquacoltura

L’ACQUACOLTURA ITALIANA

Secondo i dati FAO (2014) nel 2012 l’Italia ha rappresentato il 13% del volume della produzioni da acquacoltura dell’UE 27, al quarto posto dopo Spagna, Francia e Regno Unito, e il 10,7% del valore della produzione. L’Italia, come la Spagna e la Francia, concentra la sua produzione soprattutto sulla molluschicoltura; è il principale paese produttore dell’UE 27 di vongole veraci (della specie Ruditapes philippinarum), con un 94,2% in volume e un 91,6% in valore.

L’Italia copre, inoltre, i due terzi della produzione acquicola comunitaria per quanto riguarda i mitili (specie Mytilus galloprovincialis), e rappresenta il 45% della produzione di storioni (famiglia Acipenseridae) e il 20% circa della produzione di trota iridea (Oncorhynchus mykiss).

LE IMPRESE E GLI ADDETTI

Le imprese totali di acquacoltura censite in Italia nel 2013 sono 820, in calo di quasi il 10% rispetto al 2010, in trend crescente (+22%) rispetto al 2002. Si osserva una riduzione nel numero di impianti negli ultimi 5 anni (-12%), in parte determinata da riorganizzazioni delle imprese (soprattutto nella molluschicoltura) e in parte dalla chiusura momentanea o definitiva per inattività degli impianti di maricoltura per l’allevamento di pesci marini.

I dati di occupazione evidenziano una leggera crescita degli addetti nel decennio 2002-2011, che nel 2011 hanno raggiunto le 7.426 unità (+5,5% rispetto al 2003), ma sono in netto calo rispetto al 2008 (-12,6%). Migliora la composizione dell’occupazione: nel 2003, le unità fisse rappresentavano solo il 66%, mentre nel 2011 gli occupati fissi sono il 93% degli addetti.

Fonte: PIANO STRATEGICO PER L’ACQUACOLTURA IN ITALIA 2014-2020