“Salviamoci il futuro”, al via il progetto dell’UGL Agroalimentare per i lavoratori della pesca

È al via il progetto “Salviamoci il futuro” organizzato dall’UGL Agroalimentare nell’ambito delle attività Programma nazionale triennale per la pesca e l’acquacoltura 2017 – 2019, finanziato dal Mipaaft.
Complesso il programma delle attività del 2019 pensate dall’organizzazione sindacale per rispondere alle esigenze dei pescatori rilevate durante gli incontri in banchina effettuati nella prima parte dell’anno e il dialogo costante tra i pescatori e i propri referenti.
Tre sono gli istituti di ricerca impegnati a indagare vari aspetti del settore al fine di migliorare le condizioni degli addetti della pesca marittima sotto il profilo sociale, economico e dell’innovazione del settore.
“Ci si concentrerà su un’analisi temporale della mobilità che caratterizza il lavoro a bordo del pescatore, lavoro che per sua natura è tra le più stressanti sotto il profilo psico-fisico. – spiega Carla Ciocci, Segretario nazionale dell’UGL Agroalimentare con delega alla pesca – Cercheremo poi di capire le ricadute economiche connesse con l’implementazione delle diverse misure di gestione derivanti dall’attuale normativa comunitaria ed europea sugli operatori del settore, che ricordiamo ad oggi non può contare su un ammortizzatore sociale stabile che ne garantisca un adeguato sostegno al reddito. Infine, il terzo studio commissionato riguarderà, partendo dalle buone passi rilevate a livello europeo, i sistemi innovativi di vendita che trovano nella concentrazione della produzione, nella prima lavorazione e nell’allungamento della shelf life i propri punti di forza, al fine di aumentare la profittabilità del prodotto ittico”.
“I risultati delle ricerche saranno poi illustrati ai lavoratori del settore durante i corsi di formazione che vedranno coinvolte le marinerie di 5 regioni: Lazio, Liguria, Marche, Sardegna e Sicilia. Core subject delle attività formative, sarà il primo soccorso a bordo. Con il supporto di docenti e medici del lavoro specializzati nel settore, – continua Ciocci – vogliamo così rispondere al forte bisogno espressoci dai pescatori che, hanno voluto rappresentarci, tramite anche il racconto delle proprie esperienze, a volte drammatiche, il forte bisogno di essere dotati delle conoscenze e degli strumenti per salvare le vite proprie, dei propri genitori, figli, familiari e amici durante l’attività in mare”.
“Come UGL Agroalimentare – afferma il Segretario Generale della Federazione, Paolo Mattei – ci poniamo da sempre accanto ai lavoratori del settore per rilanciare il settore che, compresso tra normative a tratti poco attente alle peculiarità italiane, rappresenta non solo un’attività lavorativa ma un vero patrimonio storico e culturale da preservare e che merita di vedersi attribuito quella dignità che per troppi anni è stata sottovalutata. Mossi da questa consapevolezza, i corsi saranno inoltre l’occasione privilegiata per far informare i lavoratori circa l’importanza dell’associazionismo nella risoluzione delle criticità che affliggono il comparto, ma che sono le linee d’indirizzo della nostra quotidiana azione sindacale, come l’istituzione di un ammortizzatore sociale stabile e strutturato, il riconoscimento della pesca quale lavoro usurante e l’aggiornamento della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, al fine di garantire finalmente anche ai lavoratori della pesca condizioni di lavoro dignitose”.